7 RAGIONI PER CUI IL DIESEL HA ANCORA UNA LUNGA VITA

7 RAGIONI PER CUI IL DIESEL HA ANCORA UNA LUNGA VITA

Sono anni davvero difficili per le auto alimentate a gasolio, uno scenario impensabile solo fino a pochi anni fa. Si legge che il gasolio sporca, inquina ed è responsabile dell’inquinamento globale. Questo sono alcune delle accuse che gli rivolge il mondo della politica e non sono che hanno fatto crollare le vendite delle auto Diesel in tutta Europa. Accuse che disorientano sempre di più automobilisti e opinione pubblica. Senza dimenticare il fatto che parecchie Case automobilistiche contribuiscono ad alimentare l’incertezza annunciando la fine della produzione dei Diesel nei prossimi anni. E’ davvero così? Il Diesel è il male assoluto da combattere? La nostra ovviamente è una posizione di parte, ma abbiamo cercato di analizzare la situazione in modo oggettivo e per noi la risposta è no: il diesel ha ancora tanta strada da percorrere per diversi motivi e sono ovviamente 7.

Due piccole note prima di iniziare: i motori Diesel sono più efficienti dei benzina perché consumano meno e producono meno anidride carbonica. Però nei Diesel la miscela prende fuoco per compressione e porta il motore a gasolio a generare più particolato (PM) e più ossidi di azoto (NOx). Seconda: i test che misuravano le emissioni avevano evidenziato una notevole discrepanza tra le emissioni di NOx in laboratorio e le misure in condizioni di guida reale, per cui si è deciso di cambiare i test.

1 – Motore Euro 6dTemp, poco inquinante

A partire dal 01.09.2019 la nuova normativa Euro 6d-Temp è entrata in vigore. Con la normativa Euro 6 il limite di NOx era per il Diesel di 80 milligrammi per chilometro, con la Euro 6d-Temp con il nuovo ciclo di test consente uno scarto del 110% nella fase di transizione, portando il limite a 168 mg/km. Nel 2020/2021 con l’entrata in vigore del Euro-d Final lo scarto sarà del 50% quindi 120 mg al chilometro per i Diesel. Come detto tutto questo deve essere ottenuto in tutti i test effettuati sia su circuito WLTP che nelle prove su strada in condizioni reali RDE. I moderni Diesel con FAP e SCR (per contenimento del particolato e degli ossidi di azoto) rappresentano un efficiente compromesso fra costi e impatto ambientale. Il processo di evoluzione dell’Euro 6 si concluderà a gennaio 2020 con l’arrivo del nuovo 6d-Final obbligatorio per le omologazioni e poi per le immatricolazioni dal 2021. Il vero problema è lo svecchiamento del parco circolante: solo in Italia 37 milioni di automobili hanno un’età media di 11 anni. Incentivare e agevolare l’acquisto di vetture nuove gioverebbe quindi all’ambiente in modo significativo.

La normativa delle emissioni negli anni 2013-2022

2 – Senza Diesel, più CO2

Il 2018 si è chiuso con un calo di vendite di auto diesel in Europa del 18% con immatricolazioni sostanzialmente stabili rispetto al 2017. Nei primi mesi del 2019, le vendite di autovetture diesel continuano la contrazione a due cifre in Spagna (-33%), Francia (-23%), Italia (-22,5%) e Regno Unito (-20,5%), mentre in Germania la diminuzione è meno marcata (-4%). Nonostante questo forte calo del diesel, con una quota di mercato passata dal 44 al 36%, la quantità di CO2 (anidride carbonica) immessa nell’atmosfera è cresciuta. L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato alcuni dati che confermano le previsioni su un nuovo aumento delle emissioni di anidride carbonica prodotta dalle vetture di nuova immatricolazione nel 2018. In particolare le emissioni di CO2, con una crescita dell’1,6% rispetto al 2017, sono risultate in aumento per il secondo anno consecutivo. E’ evidente che questo effetto sia dovuto al fatto che le auto a benzina producano più emissioni di CO2 e che l’incremento di auto ad alimentazione alternativa (ibride ed elettriche), cresciute nel 2017 del 28% e al 8% del totale venduto, non sia sufficiente ad abbassare il livello delle emissioni.

Abbattimento delle emissioni NOx e PM nel corso degli anni

3 – Polveri sottili: non sono solo dovute alle auto diesel

Passiamo al famigerato PM, le polveri sottili. Come abbiamo visto nei punti precedenti nei nuovi diesel se ne emettono quantità bassissime. Secondo gli ultimi studi, le emissioni di PM dagli scarichi delle auto virtuose proviene solo una parte del totale delle polveri. Uno studio (fonte Wikipedia) effettuato in una delle Regioni più inquinate d’Italia, la Lombardia, ha evidenziato come la maggior causa dell’origine e dispersione di queste particelle è data dalla “combustione di biomasse legnose” (quindi stufa a pellet o legna) che contribuiscono per il 45% alle polveri sottili diffuse nell’aria, i motori diesel contribuiscono per il 14% e un altro 13% è dato da particelle che si staccano dalle pastiglie dei freni e dagli pneumatici, ci sono poi le attività industriali ed altro.

Chi emetteva CO2 e PM in Germania nel 2012

4 – L’auto a benzina consuma di più e produce particolato

I motori a benzina da sempre raggiungono potenze specifiche maggiori, ma richiedono più carburante. In parole povere consumano di più ed emettono quantità superiori di CO2, accentuando effetto serra e riscaldamento globale. Non solo: in virtù dei recenti progressi del diesel, dallo scarico di un benzina escono più PM di un moderno TD. Ecco perché anche i motori a benzina vengono ora equipaggiati con filtro anti-particolato GPF (Gasoline Particulate Filter). Un aspetto quest’ultimo che pochi sottolineano. Ma i motori benzina oggi così prestazionali ed efficienti lo sono grazie all’iniezione diretta che sfrutta la stessa metodica dei diesel. Con le sempre più alte temperature e pressioni dell’iniezione diretta benzina porta alla formazione del particolato. Uno studio del 2013 dell’associazione europea indipendente Transport&Environnement dimostrò come i motori benzina ad iniezione diretta potevano liberare nell’aria un quantitativo di particolato addirittura superiore ai motori Diesel.

5 – Elettrico, una promessa ancora da mantenere

Il futuro passa, almeno in parte, per l’elettricità, ma le promesse sulla mobilità elettrica di massa sono state forse troppo lusinghiere. Bella e pulita certo, ma costosa, limitata dalla carenza di infrastrutture e con molti punti interrogativi irrisolti come le emissioni di CO2 necessarie alla produzione, alla rinnovabilità delle fonti di energia elettrica, lo smaltimento delle batterie e gli elementi rari necessari per la loro produzione. È, dicono, il rimedio perfetto per guarire tutti i mali che affliggono il nostro pianeta. Vero ma solo in parte, perché se è incontestabile che un’auto elettrica non inquina, è altrettanto innegabile che la produzione e la distribuzione di questa energia genera inquinamento. Inoltre, specie in Italia, ma anche in altri paesi Europei e ancor di più in Africa, Sud Amerca e Asia mancano del tutto o quasi le infrastrutture. Una vettura a zero emissioni inoltre ha costi di acquisto decisamente elevati: problemi di ricarica a parte, sono pochi quelli che possono permettersi un’elettrica oggi. Molto più economico cercare la soluzione in modelli più convenzionali, magari in una turbodiesel di ultima generazione: costa molto meno.

Quando la ricarica non è abbastanza bisogna ricorrere ai vecchi generatori

6 – Perfetto per le lunghe percorrenze ed affidabile

Il gasolio costa meno della benzina e permette percorrenze superiori. Due motivi sufficienti per prendere in considerazione questo tipo di alimentazione. Da sempre infatti una delle caratteristiche vincenti del gasolio è la sua relativa economicità: predilige i trasferimenti a lungo raggio dove fa valere le eccellenti doti di passista con consumi inferiori a parità di prestazioni. Affidabilità. I motori a gasolio tollerano carichi di lavoro gravosi molto meglio di altre motorizzazioni. Se sottoposti a controlli regolari e a normale manutenzione, garantiscono percorrenze straordinarie e una vita senza problemi.

7 – Sui mezzi pesanti il Diesel non ha rivali

Nel settore dei Veicoli Pesanti i motori a benzina hanno sempre fatto solo una debole concorrenza ai Diesel, sia per motivi prestazionali (elevati giri motore, lunghe percorrenze, ecc.), sia per motivi di risparmio economico. La situazione non potrà che trovare una conferma anche negli anni a venire, visto che la tecnologia applicata ai motori Diesel ha fatto notevoli passi in avanti anche nel settore dei Mezzi pesanti. In particolare la tecnica dei trattamenti termici ad elevata temperatura dei materiali impiegati, i nuovi lubrificanti e l’applicazione del sistema Common Rail (che favorisce la riduzione dei consumi e dell’inquinamento) ne hanno ulteriormente migliorato i vantaggi. Un recente studio dell’associazione europea indipendente Transport&Environnement dimostra come i motori a gas (LNG) sui camion inquinino l’aria 5 volte di più dei Diesel.

Il gas per i camion non è così ecologico

La difesa del Diesel non deve essere ovviamente una chiusura totale verso le altre soluzioni o motorizzazioni. Semplicemente, allo stato attuale della tecnologia, il gasolio rappresenta un’eccellente alternativa, un valido compromesso che può permetterci di raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti nei prossimi anni. Lunga vita al Diesel!

Fonti:
  • HDmotori.it – “Euro 6D TEMP: tutto quello che c’è da sapere | Speciale emissioni e consumi”

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